giovedì 20 ottobre 2011

Pubblicato da DanyRod in



Ieri sera ho fatto tutto il possibile per uscire dal lavoro senza un minuto di ritardo, per arrivare a casa da Libby il prima possibile.
La sera era fredda e piovosa, c'era anche un po' di nebbia. Arrivato ad un incrocio in cui si dovrebbe girare a destra, per poi andare a fare una rotatoria che è a duecento metri, per poi tornare indietro e prendere la stessa strada di prima, uno di quegli incroci stupidi e innecessari insomma, ho guardato bene in tutti i sensi e non essendoci anima viva in giro oltre a me, per ovviare quel disturbo sono andato dritto.
Arrivato poi ad uno stop, ho lasciato passare un furgone rosso, e poi ho girato, mettendomi dietro di esso. Circolando dietro quell'automezzo, ho notato sul fianco della strada che una lumaca ci aveva sorpassato, e poi anche una tartaruga, ma io non potevo farlo, perché pioveva, era buio, e c'era un po' di nebbia.
Ad un certo punto mi sono detto, se si continua a questa velocità di sicuro troverò le sbarre del passaggio a livello giù, e mi toccherà aspettare.
Sapete cosa dice la legge di Murphy? Dice che non devi pensare mai a certe ipotetiche disgrazie quando sei di ritorno a casa, dopo una lunga giornata di lavoro, in una sera piovosa, fredda e con un po' di nebbia.
Ad un certo punto ho notato che il furgone davanti cominciava a rallentare (ma non era già quasi fermo? booh), e le bestemmie cominciavano a rimbombare nella mia mente. Arrivato al passaggio a livello, c'erano effettivamente le sbarre giù.
Ho guardato l'ora, 22:12, e mi sono reso conto che dovevo aspettare un po', quindi ho spento la macchina e mi sono chiuso dentro a chiave... Sapete, era una sera buia, piovosa, e con un po' di nebbia, e in quella situazione magari poteva capitarmi uno dei personaggi del depliant del mio post precedente, non bisogna fidarsi di certa gente... Quindi ho aspettato.
Ho aspettato.
Ho aspettato.
Ho aspettato.
22:18
Ho aspettato.
Ho aspettato. Tanto prima o poi doveva passare.
22:22
Ho chiamato Libby, e le ho raccontato della mia situazione. Pensavo di fare retromarcia provare a fare un'altra strada, ma tutte quelle più vicine che portano al mio paese hanno il passaggio a livello. Poi ho aspettato ancora. Prima o poi deveva passare.
Ho aspettato.
22:25
Ho aspettato. Tanto prima o poi passerà?
Ho aspettato.
22:28
Ho aspettato.
(Bestemmie a livello mille)
Ho aspettato. Ma passa o no??!!
22:31. Ho visto che il furgone davanti avanzava per poi fare retromarcia. Ho aspettato un altro po, poi ho visto che anche le macchine dietro di me un po alla volta cominciavano a girare.
22:33. Ho deciso di girare anch'io. Maledetto treno, che fine hai fatto??!!
Per tornare a casa evitando tutte le altre strade con il passaggio a livello ho dovuto fare un giro molto ampio che mi faceva passare per il centro di un altro paese vicino.
22:49. Finalmente sono arrivato a casa. (In teoria sarei dovuto arrivare alle 22:15)
Ero nervoso (sarà stato magari tutto quel tempo chiuso nella mia macchina, in questa sera buia, piovosa, fredda, e con un po' di nebbia?) e per di più poi ho discusso con Libby per una sciocchezza. Ma dopo abbiamo fatto pace, anche se era già l'una di notte circa...

mercoledì 19 ottobre 2011

Pubblicato da DanyRod in ,



Stavo pensando di dire a Libby di nascondere tutti i coltelli, le lame e le forbici che abbiamo in giro per casa, perché se ancora non lo sapete ho trovato un lavoro, e la voglia di tagliarmi le vene (in senso metaforico) comincia a salire... e tutto perché? perché i sensi di colpa mi stanno logorando, e per quale motivo? perché di sicuro ho rubato il posto a qualcun altro, magari a un italiano...

Chi mi conosce di sicuro è contento che io abbia trovato questo posto, così finalmente potrò andare avanti con i miei progetti di vita insieme a Libby. Per altri invece finalmente potrò/dovrò smettere di ciucciare dalle tasche di Libby (cosa per altro mai accaduta). Per chi non mi conosce o che non vuole conoscermi invece sarò solo quello nuovo, quello che ha rubato il posto a qualcuno: l'extracomunitario.
Negli undici anni che sono in questa parte dell'Italia ancora non sono riuscito a capire chi sia più odiato: se il 'terón' che non vuole lavorare o l'extracomunitario che ruba il lavoro agli autoctoni. Devo dire che io non sono mai stato vittima di comportamenti razzisti rivolti direttamente alla mia persona, ma solo di quelli indiretti, da quelli che inglobano una certa categoria di persone e li definiscono come ladri, come persone da evitare, come "feccia", solo perché venuti da fuori.
Questo mi fa ricordare alcuni episodi, con cui vorrei farvi capire quanto è piccola la testa di certa gente, che non ragiona con il proprio cervello, ma pensa solo ciò che gli altri gli dicono di pensare.
In uno dei miei precedenti lavori: io straniero, chiuso otto ore al giorno in ufficio insieme a dei "magnagati doc", ero costretto a sentire diversi discorsi razzisti, che avevano come argomento sia i 'terroni' sia gli stranieri, discorsi del tipo: "ci vengono a rubare il lavoro, i loro malati ci rubano i posti negli ospedali, i loro figli ci rubano i posti negli asili, le loro macchine ci rubano i posti del parcheggio, i loro cani ci rubano i posti dove i nostri cani fanno la cacca..."  Tante volte non tenevo conto di ciò che dicevano, finché ad un certo punto certi discorsi erano troppo offensivi e intervenivo, ricordando che anch'io sono un extracomunitario, per cui certi discorsi che facevano ledevano la mia dignità, ma la loro risposta era: "per noi tu sei un italiano, non ti abbiamo mai visto come un extracomunitario, noi ci riferiamo agli altri, quelli che vengono solo a rubare, e tu non sei uno di quelli...". Naturalmente rispondevo che questo lo dicevano solo perché mi conoscevano, ma nonostante fossi "ammesso" al loro circolo, i discorsi razzisti che facevano non mi piacevano per niente. E' a questo che mi riferisco quando dico di me stesso extracomunitario di classe A: cioè uno straniero che è a tutti gli effetti un italiano agli occhi della gente comune, dovuto al alto grado d'integrazione, ma che resta pur sempre un extracomunitario, assoggettato alle leggi dettate nei confronti di questa categoria.
Troppe volte ho sentito dire: "bisogna mandare via tutti gli extracomunitari, perché ci rubano il lavoro, o questo o quello" Ecco un manifesto che più o meno esprime il loro pensiero:
Mi è capitato di avere un problema una volta che sono andato a rinnovare il permesso di soggiorno. In Questura non volevano rinnovarmelo per un motivo X, cioè per un'interpretazione fatta ad hoc di un testo della legge Bossi-Fini, (quello che si chiama vuoto legislativo), per cui mi hanno rifiutato il rinnovo del documento e mi hanno invitato a tornarmene nel mio paese, questo dopo sei anni che ero qua. Naturalmente ho fatto ricorso con l'aiuto di un avvocato, e alla fine il permesso mi è stato rinnovato.
Durante quel periodo ne avevo parlato della mia situazione con quei miei colleghi tanto amorevoli nei confronti degli extracomunitari. Loro non riuscivano a capire come mai in Italia capitasse una cosa del genere, cioè che mi rifiutassero il rinnovo del permesso di soggiorno, a me, che sono una persona onesta, che sono qua da tanto tempo, che lavoro, che ho tutta la mia famiglia qui. Come era possibile che l'Italia si comportasse in questo modo con me? E aggiungevano che se avevo bisogno di aiuto per rimanere mi avrebbero aiutato... Ma come? se fino a qualche minuto prima continuavano a dire che gli extracomunitari bisognava mandarli via tutti, e ora che almeno uno ne stavano mandando via non andava bene?
Tutti siamo belli agli occhi di nostra madre, e penso che tutti siamo delle brave persone agli occhi dei nostri amici, di chi ci vuole bene. Ma allora perché di fronte a tutti si fanno certi discorsi e poi in privato o davanti agli interessati ci si comporta in modo diverso?
La risposta è semplice: quando un settore, politico o no, fomenta l'odio verso la minoranza, verso il nuovo, verso ciò che non si comprende, identificando un'intera categoria con ciò che di male capita sotto il sole e sopra la terra, molta gente per paura lo sostiene, soprattutto la gente molto influenzabile oppure di poca cultura, e poi dell'altra gente lo fa solo per non essere fuori dal coro. E così le mosche bianche pagano per colpa di quelle nere.
Ma quando questa gente riesce a conoscere, volontariamente o involotariamente, i soggetti che secondo il pensiero collettivo sono da evitare, perché non italiani, scopre che non sono poi così male né così diversi, ma che ognuno di loro ha una storia da raccontare, a volte bella, a volte molto meno.
Purtroppo c'è molta ignoranza in questo senso. Ho già sentito dire qualcuno: "se adesso in Italia non ci fossero tutti questi extracomunitari, ci sarebbero più posti di lavoro per gli italiani che l'hanno perso per colpa della crisi..." . Spero solo che nella situazione in cui siamo ora a qualcuno non gli venga in mente di riesumare le leggi razziali...
E voi che ne pensate?